La Lombardia vuole cambiare le cose

Alla fine del mese di novembre si svolgerà presso il Centro Sportivo Bonacossa di Via Mecenate a Milano  un’importante riunione con le società lombarde per fare il punto della situazione e per pensare al futuro. La   Lombardia continua ad essere un’isola felice rispetto al movimento nazionale ma la volontà è quella di   cambiare le cose a più ampio raggio come sottolinea Marcello Cicchitti: “La Lombardia vuole cambiare   perché dietro c’è quel malcontento di cui avevamo già parlato in precedenza. Questo ha dato vita al   prossimo incontro delle società lombarde fissato per il 27 novembre”.

Un malcontento che a detta di Cicchitti sta ora interessando anche le società di altre regioni:   “Ho avuto e sto avendo incontri e telefonate con dirigenti di tutta Italia; stanno aumentando a livello locale   e regionale nutriti gruppi di società che si sono cimentate in un’attività di critica costruttiva che ha portato   a giudicare negativa, insufficiente e arida l’attuale gestione della nostra Federazione”.

Di cosa si lamentano le società?   “Come avevo già accennato la volta scorsa tutto nasce da una strana volontà di tenere una federazione   nell’immobilismo con numeri di tesserati che non aumentano perché non vengono cercati, così da   mantenere la nostra Federazione una piccola realtà sportiva con piccoli problemi da risolvere e facilmente   controllabile dal potere federale centrale. L’unica preoccupazione è stata quella di dotarsi di un’immagine   interna bella di facciata ma vuota di contenuti. Un bel vestito con sotto niente …”.

Quali sono le aree di intervento immediato reclamate dalla società durante i suoi incontri?  “Dalla gestione di questi ultimi 12 anni le nostre Società probabilmente si aspettavano una esplosione di   numeri, di risultati, di tecnica … il tutto rivolto all’incremento dei giocatori e dei praticanti, si attendeva la   realizzazione dei centri regionali federali-societari dove far lavorare ottimi tecnici e maestri in grado di far   crescere i centri, i ragazzi ed i numeri. Un’altra nota dolente riscontrata è quella di non aver aperto un   canale diretto con gli istituti scolastici e in particolar modo quelli della scuola primaria. Ho percepito il   bisogno di nuovi interventi urgenti come ristrutturare completamente l’area amatori, veterani e   promozionale che ha una grossa potenzialità oggettiva nel nostro movimento. Posso ancora dire di aver   percepito anche l’importanza di dare a tutte le società italiane di tennistavolo una reale e concreta   assistenza legale, fiscale, tributaria e amministrativa per una serena gestione e crescita sportiva e per   evitare di assistere alcune tristi vicende come quelle recentemente vissute da alcune società anche della   nostra regione”.

Ma Marcello Cicchitti perché si fa portavoce di questo malcontento?   “Faccio una premessa: io ho iniziato a giocare a 15 anni e gioco ancora …. ho fondato e fatto crescere   società come il TT Saronno, il Corona Ferrea e di recente la SSD Milano Sport. Mi sono poi dedicato a   riqualificare e rilanciare il più grande Centro Sportivo dedicato al Tennistavolo in Italia. La mia vita dedicata   al tennistavolo ha ovviamente viaggiato in parallelo con quella familiare e lavorativa sicuramente più   importanti e ricche di grosse soddisfazioni .

M è proprio questa mia origine sportiva radicata nel   tennistavolo che mi obbliga a non restare insensibile davanti a tutte queste esternazioni di   insoddisfazione”.  Bisogna dunque cambiare qualcosa per far decollare il tennistavolo ?  “È fondamentale dar vita ai CENTRI REGIONALI-SOCIETARI dove possono crescere i ragazzi insieme ai loro   tecnici, come avviene nel tennis ad esempio, senza sradicarli dalla proprie società o senza assistere a fughe   davanti a false promesse. Proprio per questo non concepisco una federazione nella quale il “massimo   vertice” trova fonte di vita solo dalla politica di piccolo cabotaggio … non può andare bene che in una   federazione sportiva il “massimo vertice” non abbia capacità, esperienza e/o storia tecnica legata al   tennistavolo … come posso spiegare e sapere se non sono mai sceso in campo !!!”.  L’obiettivo è far diventare l’Italia una nazionale di riferimento nel tennistavolo?  “Il desiderio che ho nel cuore è identico a quello di tanti altri amici e cioè quello di percorrere insieme una   nuova strada che riqualifichi il mondo del tennistavolo facendolo posizionare al termine dei prossimi 4 anni   ai livelli che gli competono …. in linea con altre nazione europee di riferimento quali … forse non da subito   …. Germania e Francia”.