Intervista al Presidente Federale Franco Sciannimanico
Indaffarato, tra una premiazione e l'altra, il Presidente Federale Francesco Sciannimanico, ha fatto due chiacchiere veloci con noi, così da segnare il suo esordio sul nostro sito.
D: Presidente, dopo due anni torna la categoria Giovanissimi a Terni… è una grande festa per il tennistavolo italiano!
R: E' una bella festa ed è una cosa voluta dalla federazione, appena dopo il primo giorno dal mio insediamento ho richiesto al CONI di ripristinare la categoria Giovanissimi (che parte dagli 8 anni, per non essere in ritardo rispetto agli altri paesi europei).
Questo lavoro è stato ripagato dalla presenza dei tanti giovani qui oggi.
D: Impressioni su questi campionati giovanili dal punto di vista organizzativo?
E' una prova generale in vista dei prossimi Europei Giovanili di luglio?
R: No, non è una prova generale: Terni è già collaudata.
Per quanto riguarda i campionati europei, oltre ad aumentare le strutture, c'è anche la collaborazione del vice presidente Di Napoli che ha un'esperienza tale da darmi serenità e tranquillità.
D: Mi dicono di chiederle: è giunto a Terni in macchina, in treno o in aereo?
R: Fammi le domande tranquillamente, non ti preoccupare di dirmi il resto. Sono venuto in macchina e ho fatto i miei bravi chilometri in coda.
D: Argomento gettonatissimo: la Rai e il tennistavolo, cosa mi dice?
R: Un grandissimo successo, lo legano alla mia persona perché se tre anni fa mi avessero prospettato la metà di quanto abbiamo adesso, avrei firmato.
Lo vedo dai risultati, dagli sponsor. Ci ho creduto e devo ringraziare anche la Rai.
D: Personalmente ho molto apprezzato lo speciale andato in onda prima della sintesi Este-Pieve Emanuele, è stato solo un esperimento o si conta di ripetere l'iniziativa? Che so, magari ogni settimana?
R: Lo rifaremo a fine campionato dopo i play-off e dopo le qualificazioni Olimpiche di Budapest (dove speriamo di qualificare anche qualche altro azzurro oltre a Tan Wenling Monfardini) eppoi ci saranno anche altre iniziative.
Ogni settimana no, perché non abbiamo molto da raccontare, ci vorrebbe un incontro Italia-Cina ogni settimana, allora lo faremmo.
Dobbiamo interrompere per un attimo giusto il tempo delle premiazioni…
La battuta mi sorge spontanea… appena ritorna…
D: Come? Lei mi dice che non abbiamo molto da raccontare, ma leggo su televideo che la nostra serie A1 è come la Bundesliga, non è pensabile, ad esempio, una sorta di 90' minuto sulla massima serie?
R: No, diciamo che la Rai vuole delle storie da raccontare, come è stata Italia-Cina.
Per quanto riguarda un trasmissione simile a 90' minuto è difficile. Per prima cosa non c'è la tv in tutti i campi, poi la nostra A1 non è proprio uguale alla Bundesliga, quando avremo il pubblico che c'è in Germania, le palestre e i giocatori come in Germania, potremo fare un salto di qualità dal punto di vista delle comunicazioni.
Preciso che in Germania non c'è la comunicazione che c'è in Italia.
D: Ancora sulla A1. Il campionato ha decretato la retrocessione del Cagliari.
Più Lombardia, ma abbiamo perso un'isola.
Per il Brescia la salvezza è stata una grande soddisfazione, per molte altre squadre c'è la contentezza di avere una trasferta onerosa in meno, ma per lei come Presidente, cosa ha rappresentato la retrocessione di una squadra come la Marcozzi?
R: Avere tutte le regioni rappresentate è positivo per il nostro sport, chiaramente lo dico senza voler far dispetto al Brescia che si è salvato.

D: Secondo me è triste pensare che sia retrocessa la squadra dove hanno giocato titolari i due nazionali, lei che ne pensa?
R: I due stranieri del Brescia hanno fatto la differenza, erano più forti dei due nazionali, che sono ancora giovani e adesso dovranno impegnarsi ancora di più e con l'esperienza internazionale che stanno facendo devono aumentare le loro potenzialità, perché le hanno.
D: Ha avuto modo di visitare il sito della federazione lombarda?
R: Ancora no, purtroppo. Mi riprometto di andarlo a vedere, mi hanno detto che è dinamico.
D: Stavolta ci siamo solo conosciuti e quindi son stata buona, ma la prossima volta posso farle domande più cattive?
R: (ridendo) Sì, va bene. Brava così!
A.R.