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SPECIALE CAMPIONATI ITALIANI GIOVANILI 2008
 

Intervista a Giulia Cavalli del Circolo TTSandonatese

 

D: Come hai iniziato a giocare a tennistavolo?

R: Ho iniziato al mio paese, Cortemaggiore in provincia di Piacenza, quando avevo sette anni.

C'era la palestra sotto l'oratorio dove andavo a giocare la domenica.

Il presidente era amico dei miei genitori, mi ha detto di provare e da lì non ho più smesso!
 

D: Nel corso della tua carriera, in quali squadre hai militato e che allenatori hai avuto?

R: Quando giocavo nel Cortemaggiore la mia allenatrice era la slovena Ojsterschek, moglie di Urh, si può dire che lei mi ha cresciuto pongisticamente.

Avevamo un buonissimo rapporto, al punto che siamo tutt'ora in contatto.

Quando è dovuta tornare in Slovenia per motivi familiari, al suo posto è arrivato un allenatore russo, con cui non mi trovavo per niente bene.

E così a soli 16 anni sono andata a giocare a Siena, andavo a fare solo le partite di campionato e mi allenavo a Cortemaggiore praticamente da sola.

L'anno dopo sono andata alla Sandonatese, il primo anno abitavo ancora a Piacenza, il secondo mi sono trasferita a Pieve Emanuele e con Lisa.

In pratica gioco a Sandonato da quattro anni e da tre abito a Pieve. Adesso il nostro allenatore è il romeno Dobai con cui ci troviamo bene.

D: Studi o giochi e basta?

R: Mi alleno due ore al mattino e due al pomeriggio.

Per quest'anno e per il prossimo ho deciso di dedicarmi solo al tennistavolo. In fin dei conti è come un lavoro per me.

Fino allo scorso anno, quando ho finito le superiori, era una situazione massacrante: sei ore di scuola al mattino, allenamento al pomeriggio e studiavo la sera fino a tardi.

Così per le prossime due stagioni ho deciso che mi dedicherò solo allo sport, anche perché ho preso un impegno con la società e io sono una che tutto ciò che fa, vuol farlo bene.

So già che se mi iscrivessi all'università, per il mio carattere testardo, vorrei dare tutti gli esami in regola e con dei bei voti.

D: Tu e la nazionale, che mi racconti?

R: Gioco in nazionale dal 2000.

Ho partecipato a sei europei giovanili, dai 13 ai 18 anni, categorie Allieve e Juniores.

L'ultimo anno Juniores è stato molto impegnativo: essendo l'ultimo ci erano richiesti dei risultati, eravamo sempre in giro per il mondo, io, Lisa e Tatiana Steshenko.

Abbiamo vinto anche un Open a squadre in Portogallo.


Adesso faccio parte dell'Under 21, la situazione è un più problematica perché c'è un divario consistente con la nazionale maggiore, ci hanno assicurato che dopo di loro, punteranno su di noi.

Dal canto nostro cerchiamo sempre di farci trovare pronte nelle occasioni che ci vengono date.

D: Che posizione occupi in classifica?

R: Attualmente sono la numero 12.

Lo scorso anno dopo un exploit agli assoluti (sono arrivata terza) ero riuscita ad essere numero 8.

Poi hanno naturalizzato due cinesi e, anche per il mio rendimento, ho perso qualche posizione.

Mi dispiace, poiché da numero 8 avevo la soddisfazione di essere prima categoria.

 

D: Hai dovuto condurre una vita diversa da quella delle altre tue coetanee, secondo te il tennistavolo ti ha dato o ti ha tolto qualcosa?

R: Da piccolina sostenevo che il tennistavolo non mi condizionava la vita, eppure non è stato così!

Andare via di casa a 17 anni ti fa crescere tanto, ma quando torni a casa non trovi più le amicizie che avevi.

Anche se il TT mi ha tolto alcune esperienze, ad esempio le mie amiche andavano a ballare, mentre io a 16 anni prendevo il treno da sola e andavo a Siena a giocare la mia partita, posso dire che se tornassi indietro rifarei tutto perché mi sento matura e responsabile, certo ho dovuto diventare grande alla svelta.

Tutt'ora ho poco tempo per fare quel che fanno gli altri della mia età, ad esempio la sera di San Silvestro siamo uscite, ma il mattino del 31 dicembre e il pomeriggio del 1 gennaio ci siamo allenate.

D: Domanda di gossip, sei fidanzata?

R: Tempo per un fidanzato non ce n'è.
Io, poi, col mio carattere testardo metto le cose in chiaro fin da subito quando conosco un ragazzo: ho i miei impegni ai quali non ho intenzione di rinunciare, perciò non è facile trovare una persona che li accetti.

D: Qual è il tuo colpo migliore? E quello dove sei meno forte? Se si possono dire...

R: Il mio colpo migliore è, o meglio "era", il dritto. Sì, perché non essendo proprio bello esteticamente, adesso me lo stano un po' modificando. Meno bene il rovescio.

Certo che si può dire, tanto siamo sempre noi che giochiamo e ci conosciamo benissimo… ad esempio ti trovi a tifare per la tua compagna di nazionale e una settimana dopo la rivedi come avversaria in campionato: è una cosa che fa un po' sorridere.
 

D: Che look sfoggi in gara?

R: Per quanto riguarda l'abbigliamento, la maglia è di cotone, molto meglio rispetto ai tessuti sintetici; la gonna è stata scelta un po' larghina per privilegiare la comodità, in modo che in partita non dobbiamo metterla a posto continuamente.

Decidiamo tutti assieme quali divise adottare: il presidente e la moglie si consultano con noi giocatrici.

Trucco? No, niente trucco quando giochiamo.
 

D: Quali sono i tuoi hobby?

R: Mi piace uscire in compagnia, andare a ballare, quando c'è tempo.

Guardare la tv, in particolare i film thriller e horror… poi, per dire, io e Lisa siamo in grado di commuoverci anche davanti a C'è posta per te.

Mi piace tanto leggere e adoro la filosofia, una passione nata alle superiori. Ascolto un po' di tutto, dalla musica moderna fino ai vecchi cantautori, De André è un passione che mi ha trasmesso papà.
 

D: La tecnologia?

R: Mi piace andare in Intenet e scaricare musica.

La rete mi è anche d'aiuto per tenere i contatti con gli altri pongisti, quando non ci vediamo chiacchieriamo su Messenger dato che le ricariche sul cellulare finiscono poco dopo che le ho effettuate.
 

D:In famiglia cosa pensano della tua scelta ?

R: Mi hanno sempre appoggiato.

Sono figlia unica e ho un buonissimo rapporto con i miei genitori, in particolare con mia mamma.

Mio papà è uno sportivo perciò mi capisce.

Sono delle persone splendide, a loro devo tantissimo, hanno fatto tanti sacrifici, e se sono arrivata dove sono, è proprio grazie a loro.

Faccio un esempio: il primo anno che ho giocato a Sandonato mi accompagnavano per il viaggio. 

D: Come sono i rapporti tra compagne di squadra?

R: Io e Lisa siamo molto legate anche fuori dal campo e questo dipende dal fatto che abbiamo caratteri simili.

Usciamo e progettiamo i momenti liberi insieme, anche se il tempo è sempre poco, quest'estate andremo in vacanza io e lei.

Siamo così unite che spesso la gente vedendo solo una di noi, chiede "Dov'è l'altra?"

Con le altre compagne di squadra andiamo d'accordo, non ci sono invidie. Comunque non è solo tra noi giocatrici, anche col presidente ci troviamo benissimo, è tutto l'ambiente di San Donato ad essere sereno.

 

Un grande augurio di riprenderti presto dal recente infortunio e vederti tornare in campo quanto prima, Giulia!

A.R.

 

 

 
   
   
     
       

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